
Fin da piccola sono stata affascinata dai Tarocchi, soprattutto grazie alla mia bisnonna, che di lavoro era cartomante. Mia mamma ci raccontava delle storie incredibili su di lei e in casa giravano spesso libri di magia e carte. Da una parte quel mondo mi attraeva, dall'altra mi spaventava.
Parecchi anni più tardi, quando vivevo a Londra, ricevetti il mio primo consulto con i Tarocchi. Fu una lettura così folgorante che ancora ne ricordo tutti i dettagli come fosse ieri. Immediatamente sentii che le carte mi parlavano, il loro messaggio era talmente chiaro e diretto che non potevo fare a meno di ascoltarlo. Da quel momento i tarocchi diventarono dei fedeli compagni di viaggio.
L'incontro con Marianne Costa, mia attuale insegnante di riferimento, ha cambiato radicalmente il mio approccio ai Tarocchi e mi ha permesso di approfondire lo studio dei Tarocchi di Marsiglia adottando il metodo Jodorowsky-Costa.
Credo che i Tarocchi siano una pratica, e in quanto tale vadano incarnati e vissuti nel quotidiano. Ci permettono di vedere le cose da un punto di vista completamente nuovo, e di navigare le profondità dell'inconscio per vedere cosa si cela oltre la superficie apparente delle cose.
I tarocchi sono una guida alla quale affidare i propri dubbi e le proprie domande, senza dover necessariamente trovare risposte.
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